Mi atteggio a cosmopolita(n)

In piena sindrome di Stoccolma ho dato fondo a mezzo vasetto di Nutella per distendere i nervi dopo un’intera giornata a contatto coi miei detestati/adorati aguzzini. Orecchie di fuoco, tonsille fumanti e germi e batteri che sento già covare dentro di me. Nella mia gelida stanzetta con la muffa alle pareti e l’acqua che si genera sotto il mio materasso, manco fossi Bernadette nella pozza di Lourdes. Eppure tutto questo mi mancherà. I serpentelli che sento lungo la schiena non sono causati dai -20 gradi Celsius che fanno qui dentro.
E’ pura e semplice fifa.
Sto per ripiombare nella mia vita uguale e tutta diversa. Perchè diversa sono io. Ma sempre la stessa. Una pazza. Ma normale.
Ci ho provato, ma ho dovuto gettare la spugna.
Il mio amico speciale mi ha insegnato che quando si inciampa negli ostacoli bisogna chiudere la pagina per non perdere troppi punti.
E allora chiudiamola questa pagina e apriamone una nuova.
3 settimane da oggi per dare l’ultimo abbraccio a Parigi, la mia dimensione, la mia vita. 3 settimane da oggi per ritrasformarmi da finta cosmopolita ad autentica provinciale.
 
Ailleurs, c’est tout sauf moi. Ensuite, j’ai été moi, j’ai decouverte un pays. Sa capitale est mon coeur. Ses arbres sont mes reves. Ce pays, c’est dans moi.

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